Dopo qualche secondo di esitazione… Adaeze entrò, stringendo a sé i figli.
Kelechi si guardò intorno incuriosita.
Chiamaka si aggrappò più forte al vestito della madre.
“Dov’è?” chiese Adaeze.
Nella sua voce c’era paura… e qualcosa di più profondo.
Un senso di chiusura.
Amara la guardò… poi indicò il soggiorno.
“È lì.”
Adaeze camminò lentamente.
Ogni passo più pesante del precedente.
Finché non lo vide.
Chukwudi.
Ma non era l’uomo che ricordava.
Sedette in silenzio. Nessuna arroganza. Nessun orgoglio.
La testa bassa. Le spalle pesanti.
A pezzi.
Quando alzò lo sguardo e la vide…
Qualcosa dentro di lui si spezzò.
“Adaeze…”
La sua voce tremò.
Lei non rispose.
Non si avvicinò. Non mostrò nulla.
Perché il dolore era ancora vivo.
Bruciava ancora.
«Cos’è questo?» chiese freddamente.
Il silenzio riempì la stanza.
Poi… Amara si fece avanti.
«È ora che tu sappia la verità.»
Adaeze aggrottò la fronte.
«La verità?»
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